"È un passo di importanza cruciale nella giusta direzione – spiega Hayatou a uefa.com –. Contribuirà ad aumentare la consapevolezza di questi spiacevoli episodi tra le autorità politiche e sportive. Possiamo cambiare molto, anzi dobbiamo. Da presidente della CAF e da uomo di colore, sono decisamente contrario a questo tipo di comportamenti. Di conseguenza, la conferenza è molto importante perché sottoporrà il fenomeno all'attenzione della comunità internazionale. Gli uomini sono tutti uguali devono avere la possibilità di agire allo stesso modo".
Anche la CAF ha un ruolo importante e lavora in stretta collaborazione con UEFA e FIFA per diffondere il messaggio a livello mondiale. "La CAF lavora su questo problema da tre anni – prosegue Hayatou –. Ogni volta che organizziamo un torneo, per esempio i Campionati Mondiali FIFA Under 20 o Under 17, esponiamo striscioni con la scritta “No al razzismo”, mentre i raccattapalle indossano una maglietta con lo stesso messaggio. Lavoriamo con il presidente UEFA, Lennart Johansson, e FIFA, Joseph S. Blatter, per garantire che il fenomeno venga combattuto con vigore a livello internazionale".












